È la settimana mondiale dell'allattamento e siccome non se ne parla mai abbastanza voglio citare una mamma un po' diversa dal solito: Alessandra Martines. Prima di tutto brava perché 49enne incinta di 5 mesi del moroso 29enne se ne frega delle solite malelingue (come giustamente osserva lei, prima stava con Lelouch che ha 26 anni di più e nessuno aveva da ridire), e poi ancora brava perché di donne dello spettacolo che praticano e pubblicizzano l'allattamento ce ne sono poche.
Ecco cosa dice in un'intervista a Vanity Fair : "Con Stella l'ho fatto fino ai suoi 3 anni, ero anche socia della Leche League. In Europa c'è molta disinformazione sull'argomento. Tanto per cominciare, per il bambino non c'è solo il vantaggio nutrizionale, o dello sviluppo più veloce del gusto - perché la natura nelle varie fasi di crescita cambia il sapore del latte materno -, o della migliore protezione immunitaria : è statisticamente provato che chi viene allattato ha meno probabilità di diventare dislessico o fumatore, e invece ha più probabilità di diventare poliglotta perché l'esercizio svolto nei primi mesi dalla mascella stimola lo sviluppo cerebrale. Poi ci sono i vantaggi per la mamma. Pochi sanno quanto fanno male le pillole che bloccano il latte. C'è chi pensa, a sproposito, che l'allattamento rovini il seno. Invece fa perdere più in fretta il peso accumulato in gravidanza, e favorisce le contrazioni dell'utero che lo fanno tornare alla sua forma originaria. Lo sa che allattando si può anche avere un orgasmo? Poche ne parlano, perché temono che ci sia qualcosa di morboso, invece è solo un naturale riflesso fisiologico. Comunque, la cosa più importante è che una donna faccia quello che si sente. Anche allattare a ogni costo può essere controproducente: io, che ho preso il latte da una madre stressata dall'iperlavoro, avevo sempre mal di pancia. A Stella infatti ho regalato tutto il tempo che voleva: ho aspettato che si staccasse da sola".
Ho apprezzato l'entusiasmo con cui ne parlava (anche se sull'orgasmo rimango un po' dubbiosa, c'è chi dice di averlo provato anche durante il parto, sarò forse l'unica sfigata che si contorceva di dolore e non di piacere??) e l'avere comunque puntualizzato l'importanza di una scelta consapevole e in linea con le esigenze e indole della madre. Anch'io, pur essendo pro-tetta, credo sia meglio il biberon dato con amore che il seno controvoglia.
martedì 7 agosto 2012
domenica 5 agosto 2012
Non vi lascerò orfani
Ok ho già detto che mi piace la Bignardi, be' lo ribadisco. Ho appena finito "Non vi lascerò orfani", memoir familiare che si concentra in particolare sulla madre, la cui morte dà lo spunto per la narrazione. È scritto con quel suo tipico tono amichevole ma mai sciatto, e mi ha divertito e commosso. Non è certo uno di quei libri imprescindibili, ma mi ci sono ritrovata, ha saputo esprimere nitidamente certi sentimenti che nel mio caso erano confusi...
Questo è la morte, oltre alla mancanza di chi non c'è più: è la vita, con tutti i suoi ricordi.
E amore. Tutto l’amore che chi se ne va ci ha dato, buono o cattivo che sia stato.
Per quello soffriamo tanto quando ci muoiono i genitori: sappiamo bene che nessuno ci amerà mai più così. Ci piangiamo addosso, meschini. Se muoiono di malattia è un’agonia. Se muoiono improvvisamente una sciabolata nel cuore.
Ti manca un pezzo e non ci puoi credere che potrai vivere senza il loro sguardo addosso. Senza la possibilità di far felice qualcuno solo perché hai telefonato, hai sorriso, ti sei ricordato, hai fatto un gesto piccolo che non ti è costato niente, solo perché sei contenta. Solo perché esisti.
Capisci che l’unica cosa che conta nella vita è l’amore che puoi dare a chi te lo chiede, che siano i figli, i nonni o la prima persona che incontri per strada. Che essere gentili e pazienti conviene, perché quello che non abbiamo dato pesa più di qualunque cosa possiamo aver perso: tempo, divertimento, riposo.
Ti illudi che ora che l’hai capito passerai il resto della vita ad amare gli altri.
Forse lo farai. Forse no.
...perdere un genitore a quarant'anni fa più male che a venti.
A venti è uno strazio, ma sei in corsa e corri. A quaranta è un dolore che non passa più.
Non potrai più decidere se andarlo a trovare o no.
Non potrai più fargli un regalo, spedirgli una cartolina , fargli una sorpresa telefonando a un'ora insolita. Non potrai più far felice nessuno con così poco.
Anche ora che provo a raccontarla devo difendermi da lei, stavolta dalla sua assenza.
Non posso pensarla a lungo. Mi manca. Devo costruire una distanza di parole che tengano a bada le emozioni.
Se mi distraggo, se non sto attenta, la sua mancanza mi investe come un'ondata di caldo o una musica improvvisa. Sovvrapensiero spruzzo un profumo che mi ha regalato [...] e improvvisamente lei è lì. [...] È lì che mi sovrasta, mi avvolge, mi toglie il fiato, mi riempie.
Questo è la morte, oltre alla mancanza di chi non c'è più: è la vita, con tutti i suoi ricordi.
E amore. Tutto l’amore che chi se ne va ci ha dato, buono o cattivo che sia stato.
Per quello soffriamo tanto quando ci muoiono i genitori: sappiamo bene che nessuno ci amerà mai più così. Ci piangiamo addosso, meschini. Se muoiono di malattia è un’agonia. Se muoiono improvvisamente una sciabolata nel cuore.
Ti manca un pezzo e non ci puoi credere che potrai vivere senza il loro sguardo addosso. Senza la possibilità di far felice qualcuno solo perché hai telefonato, hai sorriso, ti sei ricordato, hai fatto un gesto piccolo che non ti è costato niente, solo perché sei contenta. Solo perché esisti.
Capisci che l’unica cosa che conta nella vita è l’amore che puoi dare a chi te lo chiede, che siano i figli, i nonni o la prima persona che incontri per strada. Che essere gentili e pazienti conviene, perché quello che non abbiamo dato pesa più di qualunque cosa possiamo aver perso: tempo, divertimento, riposo.
Ti illudi che ora che l’hai capito passerai il resto della vita ad amare gli altri.
Forse lo farai. Forse no.
...perdere un genitore a quarant'anni fa più male che a venti.
A venti è uno strazio, ma sei in corsa e corri. A quaranta è un dolore che non passa più.
Non potrai più decidere se andarlo a trovare o no.
Non potrai più fargli un regalo, spedirgli una cartolina , fargli una sorpresa telefonando a un'ora insolita. Non potrai più far felice nessuno con così poco.
Con nessuno ti sentirai più te stesso come con lui.
Anche ora che provo a raccontarla devo difendermi da lei, stavolta dalla sua assenza.
Non posso pensarla a lungo. Mi manca. Devo costruire una distanza di parole che tengano a bada le emozioni.
Se mi distraggo, se non sto attenta, la sua mancanza mi investe come un'ondata di caldo o una musica improvvisa. Sovvrapensiero spruzzo un profumo che mi ha regalato [...] e improvvisamente lei è lì. [...] È lì che mi sovrasta, mi avvolge, mi toglie il fiato, mi riempie.
lunedì 30 luglio 2012
Gli ultimi giorni alieni in una frase fatta ma veritiera
In questi ultimi giorni di febbre invincibile non faccio altro che pensare a quando mi chiedevi apprensiva se mi era passato il mal di testa o qualsiasi altro disturbo e io ti rispondevo: "cosa vuoi che sia in confronto ai tuoi problemi?". Al che tu subito sbottavi: "che c'entra? Starei ancora peggio se potessi evitare a te o a tuo fratello anche un minimo dolore!", e io un po' mi intenerivo, ma un po' pensavo che fosse un'affermazione esagerata. Ma tu dicevi quello che prima o poi tutti i genitori dicono: "quando sarai mamma capirai". Ecco ti volevo solo dire che sì, ora ho capito.
domenica 22 luglio 2012
Equilibrio tra sorpresa e complessità
Cito dall'ultimo Sette, stralcio di rubrica di Anne Kelly:
"All'età di 6 - 8 mesi i bimbi sono un sofisticato laboratorio cerebrale [...] e niente avviene mai in modo casuale. Un complesso esperimento condotto negli Stati Uniti ha mostrato che i bambini scelgono sempre la cosa giusta, quella dove c'è il miglior punto di equilibrio tra sorpresa e complessità. Non si spaventano di fronte all'oggetto nuovo né a quello che non comprendono: semplicemente li analizzano basandosi anche sulla loro esperienza. Come ha detto uno dei ricercatori: I bimbi piccoli, contrariamente agli adulti, sono intelligenti in ogni istante."
E allora, mi domando: quand'è che ci perdiamo per strada? E per colpa di chi o cosa? Siamo per caso noi genitori a interrompere con le nostre smanie e fisime questo costante flusso di intelligenza? -__-
"All'età di 6 - 8 mesi i bimbi sono un sofisticato laboratorio cerebrale [...] e niente avviene mai in modo casuale. Un complesso esperimento condotto negli Stati Uniti ha mostrato che i bambini scelgono sempre la cosa giusta, quella dove c'è il miglior punto di equilibrio tra sorpresa e complessità. Non si spaventano di fronte all'oggetto nuovo né a quello che non comprendono: semplicemente li analizzano basandosi anche sulla loro esperienza. Come ha detto uno dei ricercatori: I bimbi piccoli, contrariamente agli adulti, sono intelligenti in ogni istante."
E allora, mi domando: quand'è che ci perdiamo per strada? E per colpa di chi o cosa? Siamo per caso noi genitori a interrompere con le nostre smanie e fisime questo costante flusso di intelligenza? -__-
giovedì 19 luglio 2012
Aliena o vampira?
Le ragadi... again... oggi ho attraversato le seguenti fasi: prima negazione, poi sbigottimento e infine depressione.
Rewind: I primi 2 mesi di allattamento hanno messo a dura prova non solo il mio fisico, ma soprattutto i miei nervi; ho rischiato la depressione post-parto per quelle maledette ferite che mi procuravano dolori lancinanti e che gettavano un'ombra su quello che doveva essere uno dei periodi più belli. Le ho combattute tenacemente, mi ero così intestardita sull'allattamento esclusivo che ho fatto di tutto per non cedere al latte artificiale e, tra molte lacrime e sangue, posso dire di avercela fatta.
Ora l'aliena (che oggi ho rinominato vampirella) ha 10 mesi, ciuccia ancora di gusto, lo svezzamento va a rilento (solo qualche assaggio e qualche pappa mangiata svogliatamente), e ha 4 bei dentini affilati che fanno tanta simpatia quando ride, ma che diventano un po' meno simpatici quando il piccolo mostro decide di affondarli nelle tette della mamma, così giusto per vedere l'effetto!
Sono andata a ripescare l'olio Vea e il Purelan con la morte nel cuore, e ho pure paura che mi venga un ingorgo visto che oggi ho privilegiato la tetta (per ora!) sana, e l'altra, oleata e al vento, sta diventando marmorea.
Ho già in mente una serie di insulti per chi oserà dirmi ancora che DEVO avere almeno un secondo figlio, altrimenti significa che sono un'egoista.
Rewind: I primi 2 mesi di allattamento hanno messo a dura prova non solo il mio fisico, ma soprattutto i miei nervi; ho rischiato la depressione post-parto per quelle maledette ferite che mi procuravano dolori lancinanti e che gettavano un'ombra su quello che doveva essere uno dei periodi più belli. Le ho combattute tenacemente, mi ero così intestardita sull'allattamento esclusivo che ho fatto di tutto per non cedere al latte artificiale e, tra molte lacrime e sangue, posso dire di avercela fatta.
Ora l'aliena (che oggi ho rinominato vampirella) ha 10 mesi, ciuccia ancora di gusto, lo svezzamento va a rilento (solo qualche assaggio e qualche pappa mangiata svogliatamente), e ha 4 bei dentini affilati che fanno tanta simpatia quando ride, ma che diventano un po' meno simpatici quando il piccolo mostro decide di affondarli nelle tette della mamma, così giusto per vedere l'effetto!
Sono andata a ripescare l'olio Vea e il Purelan con la morte nel cuore, e ho pure paura che mi venga un ingorgo visto che oggi ho privilegiato la tetta (per ora!) sana, e l'altra, oleata e al vento, sta diventando marmorea.
Ho già in mente una serie di insulti per chi oserà dirmi ancora che DEVO avere almeno un secondo figlio, altrimenti significa che sono un'egoista.
sabato 14 luglio 2012
Roba che va, roba che viene...
Stamattina, dopo essermi liberata di una tonnellata di roba per bambini (passata ad un'amica incinta), non faccio neppure in tempo a gustarmi la piacevole sensazione del declutter-finito-al-posto-giusto che AlienDad mi prospetta un pomeriggio all'Ikea...
Ma allora è destino che questa casa non conosca neanche l'ombra del minimalismo! :( Però sono stata brava, ho preso solo una lampada che mi serviva (poca spesa, molta resa, fa una bella figura!) e giochini per la bimba (che non ne ha milioni come la maggior parte dei suoi coetanei perché la mamma di solito si getta sui libri e oggi ha voluto rimediare...).
Adesso vediamo se da qui alla fine dei saldi mi manterrò virtuosa (sto cercando di comprare il meno possibile, soprattutto vestiti per me) o mi farò tentare dalle lusinghe di questo periodo.
Ma allora è destino che questa casa non conosca neanche l'ombra del minimalismo! :( Però sono stata brava, ho preso solo una lampada che mi serviva (poca spesa, molta resa, fa una bella figura!) e giochini per la bimba (che non ne ha milioni come la maggior parte dei suoi coetanei perché la mamma di solito si getta sui libri e oggi ha voluto rimediare...).
Adesso vediamo se da qui alla fine dei saldi mi manterrò virtuosa (sto cercando di comprare il meno possibile, soprattutto vestiti per me) o mi farò tentare dalle lusinghe di questo periodo.
mercoledì 11 luglio 2012
Superstizioni aracnidi
Bilancio di oggi: la prima febbre dell'aliena durante le ferie della pediatra + una multa salatissima per AlienDad in un mese già colmo di spese extra.
Ma venerdì 13 non è tra 2 giorni? Intanto, per attirare karma positivo, invece di uccidere con un veloce colpo di ciabatta due ragni (alla vista del secondo a distanza di ore mi sono veramente sentita messa alla prova...) li ho accompagnati, non troppo gentilmente, ma sempre meglio che venire spiaccicati, fuori dalla finestra. Della serie: come cercare di ristabilire un equilibrio fra bene e male, e combattere le proprie fobie, pensando intensamente a La tela di Carlotta.
Ma venerdì 13 non è tra 2 giorni? Intanto, per attirare karma positivo, invece di uccidere con un veloce colpo di ciabatta due ragni (alla vista del secondo a distanza di ore mi sono veramente sentita messa alla prova...) li ho accompagnati, non troppo gentilmente, ma sempre meglio che venire spiaccicati, fuori dalla finestra. Della serie: come cercare di ristabilire un equilibrio fra bene e male, e combattere le proprie fobie, pensando intensamente a La tela di Carlotta.
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